Se i problemi fossero gocce di pioggia
Si fermò ad osservarla.
Lei era lì, che volteggiava leggera, con un sorriso stampato sul volto.
Mentre la guardava danzare, illuminata dai primi raggi del sole, si dimenticò della sofferenza che stava provando.
Una domanda spontanea si fece largo tra i suoi pensieri, fino ad arrivare alle labbra:
«Come fai?»
Lei si girò a guardarlo, con un sopracciglio inarcato. «Come faccio a fare cosa?»
«A sorridere e danzare anche in una situazione del genere… come se nulla fosse.»
Quando capì a cosa si riferisse, la sua espressione si addolcì.
«Se ti stessi divertendo con un tuo amico, smetteresti di sorridere solo perché fuori ha iniziato a piovere?»
Lui la guardò, ancora più perplesso di prima. Lei allora continuò, spostando lo sguardo verso un punto indefinito davanti a sé.
«Probabilmente no. Metteresti da parte la pioggia fino al momento di uscire. E allora affronteresti la situazione, cercando una soluzione.»
Fece una breve pausa, poi aggiunse: «Magari avevi un ombrello con te. Magari no, ma il tuo amico te ne presta uno. Oppure, semplicemente, scegli di fare il temerario e inizi a correre sotto la pioggia per arrivare a casa il prima possibile.
In fin dei conti, rimane pur sempre solo acqua.
E magari, mentre lo fai, scopri che quella situazione è più piacevole di quanto pensassi. Quando arrivi a casa, potresti persino scoppiare a ridere vedendoti fradicio come un pulcino.»
Lei riportò lo sguardo su di lui, e il suo volto tornò a illuminarsi di quel sorriso che tanto amava.
«A volte, affrontare i problemi come affrontiamo il tempo atmosferico, è la chiave per riportarli alla loro grandezza originale e non farci rovinare un momento. In fondo, la Vita è fatta di instanti.»
Calò il silenzio per qualche secondo.
Non era sicuro di aver colto ogni sfumatura di quelle parole, ma sentiva che, in qualche modo, avevano perfettamente senso.
«Quanto ti amo.»
Questa volta fu il suo turno di sorridere, mentre un’espressione sorpresa si dipinse sul volto di lei.