Chiedere Aiuto significa rifiutare di arrendersi.
«Qual è la cosa più coraggiosa che tu abbia mai detto?» chiese il bambino.
«Aiuto.» rispose il cavallo, fermandosi.
«Chiedere aiuto non significa arrendersi. Significa rifiutare di farlo.»
(Tratto da: Il bambino, la talpa, la volpe e il cavallo diretto da Peter Baynton e Charlie Mackesy.)
Le difficoltà di chiedere aiuto
Per anni ho nascosto il mio malessere perché ero convinta che chiedere aiuto mi avrebbe resa vulnerabile e fatto apparire problematica.
Tuttavia, è proprio quando i pensieri bui come voler porre fine alla mia vita diventarono tanto concreti e rumorosi, che chiedere aiuto è stato ciò che mi ha salvata.
Certo, non tutti possono accogliere la tua profondità o il tuo dolore, ma non per cattiveria o insensibilità.
Spesso si tratta solo di mancanza di strumenti adatti. E così alla tua richiesta di aiuto, la tua esperienza potrebbe venire sminuita con frasi come: “Sei solo un po’ stressata”;“È solo una fase”.
Indipendentemente da quello che gli altri dicono però, quando hai pensieri talmente difficili, non importa che si tratti di una fase o meno.
Nel mio caso, sapevo che quei pensieri stavano prendendo così tanto spazio che la mia scelta stava sempre più tendendo verso questo punto, come un bilancia che ha ormai perso il suo equilibrio.
Forse, proprio perché coglievo la gravità e l’urgenza di quei pensieri, volevo l’aiuto di qualcuno capace di accogliere le mie preoccupazioni ed il mio dolore.
Qualcuno che mi aiutasse a trovare una ragione per continuare a vivere. Non perché mi stessi arrendendo, ma al contrario perché non volevo che i miei pensieri avessero la meglio.
Per mia fortuna, trovai tutto ciò in una ragazza con la quale mi sentivo all’epoca. L'unica, in quel momento della mia vita, che fu in grado di accogliere il mio dolore e prendermi sul serio.
Le parlai della mia intenzione, ma sopratutto delle emozioni difficili che mi stavano divorando dentro e che non riuscivo più a sopportare.
Lei mi ascoltò realmente e poi mi disse una frase che non dimenticherò mai:
“Devi trovare una sola persona per la quale valga la pena vivere.”
Una singola persona basta per salvarti la vita, aggiungerei io adesso. Indipendentemente da quello che pensi degli altri, o che non ci sia nessuno che tenga a te, trova tu qualcuno (o qualcosa) per la quale valga la pena vivere (Questa persona potrebbe essere anche la te del futuro).
Sul momento quelle parole non mi dissero molto, ma esattamente due giorni dopo ci fu il lockdown e fui costretta a chiudermi in casa. Se per alcuni quella fu l'inizio di un periodo di prigionia, quello per me fu l’inizio della mia rinascita.
Grazie al Covid infatti, ebbi modo di far sedimentare le parole di quella ragazza dentro di me e trovare una ragione per stringere i denti e tirare avanti.
Dopo che presi la mia decisione definitiva, promisi a me stessa che se dovevo continuare a vivere, lo avrei fatto alle mie condizioni.
Anni dopo, quando iniziai ad andare dalla psicologa, trovai il coraggio di parlarle di questi pensieri bui che a volte tornavano ancora, attraversando la mia mente come fulmini a ciel sereno. Lei mi diede un consiglio che prima di allora non avrei mai preso in considerazione, ma che in quel momento invece mi suonò come una boccata d’aria fresca.
“Quando arrivano quei pensieri, non lasciarli sedimentare dentro di te, chiedi aiuto ad una persona professionale se serve.”
Prima di allora, quelle parole mi avrebbero solo fatto sentire sbagliata. Mi avrebbero infastidito perché chiedere aiuto mi avrebbe fatto sentire debole, e io volevo essere invece, il più indipendente e forte possibile. Per lo meno, questo era ciò che credevo.
Per quanto sbagliati, adesso penso di capire che in questi pensieri vi era un fondo di verità: non avevo solo bisogno di aiuto, ma di essere ascoltata. Volevo qualcuno che fosse disposto a vedermi realmente insieme al dolore che provavo dentro, così da poter rendere quel peso più leggero.
Ad ogni modo, in quel momento riuscì a comprendere la leggerezza che le parole della psicologa portavano con sé:
“Non devi fare tutto da sola, quando hai bisogno puoi chiedere aiuto.”
Prima di allora mi sarebbe sembrato impensabile perché quando affronti una tematica così tanto scomoda senti di doverla nascondere al mondo, e affrontarla da sola è la tua unica opzione.
Invece le parole della psicologa mi stavano legittimando a parlarne.
“Prima che tu possa compiere un gesto estremo chiedi aiuto.”
Se stai affrontando un momento di difficoltà sappi che chiedere aiuto non è da deboli.
La tua richiesta d’aiuto sarà il tuo segno di forza, la forza che hai trovato per non arrenderti.
Per poterti dare la possibilità di vivere la vita che desideri e diventare le versioni di te che ti stanno aspettando.
“Chiedere aiuto è da deboli”
C’è chi afferma che “chiedere aiuto sia da deboli”, ma invece io credo che chiedere aiuto sia da persone estremamente forti. È un atto di coraggio e di amore verso se stessi.
Se stai attraversando un momento difficile che ti sta affaticando, sappi che qui sei al sicuro. Considera questo blog il tuo safe place.
Se mai sentissi il bisogno di parlarne, ma non sai a chi rivolgerti, puoi iniziare da questo spazio. Uno spazio dove sarai ascoltata e ascoltato senza giudizio.
Non sono una figura professionale, perciò se i pensieri sono intensi e il dolore intollerabile, ti consiglio di rivolgerti a un professionista che ti possa supportare con gli strumenti giusti.
Tuttavia, posso prometterti un ascolto incondizionato. Il primo passo di una guarigione è spesso ammettere a noi stessi per primi quello che stiamo passando, e quando c’è qualcuno disposto ad ascoltarci, parlare diventa più semplice. ❤️