Il Bullo e l’Eroe
Si girò a guardare la madre. «Sai, oggi ho incontrato una persona incredibile.»
«Davvero? E cosa ha fatto per essere definita così?»
«Mentre ero nello spogliatoio della palestra, dei bulli hanno iniziato a dare fastidio ad un ragazzo in carne. Sono partiti dagli insulti fino ad arrivare agli spintoni. Poi però fortunatamente, è arrivato un ragazzo più grande e lo ha difeso, facendoli scappare.» si tirò su gli occhiali, prendendo un respiro profondo «È stato davvero un sollievo.»
«Avevi ragione: è stato proprio coraggioso questo ragazzo.»
«Ma dimmi: come ti sei sentito in quel momento?»
«Mi sono arrabbiato per quell'ingiustizia, ma non sono riuscito ad agire…»
«Ti sei sentito soffocato dal loro giudizio, non è così?»
«Credo di sì.» Abbassò lo sguardo sul suo corpo. «Penso di aver capito adesso»
La donna gli sorrise, ma rimane in silenzio questa volta.
~* ~
Apro gli occhi. Le mie vocine interiori si sono finalmente acquietate.
La mia psicologa mi osserva. «Sai chi era quel ragazzo che ti ha protetto da quella voce piena di cattiveria nella tua testa, il tuo eroe?»
Annuisco, «Ero io.»
Allungo una mano verso la superficie riflettente fino a farla incontrare. Poi alzo gli occhi per incrociare i miei. Sono sempre stato io.
«Il bullo e l'eroe, sono sempre state la stessa persona. Devo solo scegliere quale parte interpretare.»