E se fossi già la miglior versione di Te?


Il mito della “miglior versione di te”

Quando inseguiamo la “versione migliore” di noi stessi, spesso stiamo inseguendo uno standard esterno, qualcosa che ci viene detto essere “giusto” o “desiderabile”.

Essere più belli.
Più ricchi.
Più performanti.

Ma non è detto che tutto questo corrisponda davvero a chi vogliamo essere, o a ciò che ci fa stare bene.

Quella famosa “versione migliore”, infatti, non nasce sempre da noi.
Molto spesso arriva da fuori.

E il messaggio implicito è quasi sempre lo stesso:

“Così come sei non vai bene.”

Ma esiste un’altra strada.
Una strada molto più gentile, più autentica e più trasformativa.

E in questo post andremo a scoprirla insieme.




Devi davvero diventare migliore?

Per tanto tempo, io stessa ho cercato di diventare questa fantomatica “miglior versione di me”, così che potessi sbarazzarmi dell’identità che non mi piaceva.

Ma questo tentativo impacciato, con gli anni ha solo contribuito alla mia credenza di non essere abbastanza. Sempre e comunque, qualsiasi cosa facessi.

Negli ultimi anni ho avuto modo di vivere esperienze che mi hanno portato a riscoprire parti di me che si erano addormentate e ho avuto la possibilità di conoscermi più a fondo.

Questo processo di crescita mi ha premesso di capire cosa non andasse nel mio piano per diventare la versione migliore di me. Stavo cercando di diventare qualcosa di impossibile: una me perfetta.

Sono riuscita a liberarmi da questa visione nel momento in cui ho realizzato una cosa molto semplice:

non ho bisogno di essere perfetta.

La versione che esiste oggi va già bene.

E lo stesso vale per te.

Quanto sono liberatorie queste parole?





Una prospettiva antropologica

Se guardiamo questa idea con uno sguardo antropologico, diventa ancora più interessante.

La “versione migliore di sé” non è una verità universale.
È una costruzione culturale.

Un prodotto della nostra società contemporanea, che valorizza la narrazione sulla performance, l’ottimizzazione e il miglioramento continuo.

La “versione migliore di noi” è una creazione culturale e, in quanto tale, non dice tanto su di noi come individui, ma piuttosto sui nostri valori culturali come collettività.





Scegli la Tua versione preferita

Ma nella pratica come puoi decostruire le tue credenze che ruotano intorno proprio a questa visione del sé?

Puoi iniziare partendo dal tuo dialogo interiore.

Per esempio, cambia il modo in cui ti riferisci a questa versione di te.

Al posto di dire la “miglior versione di me”, termine che crea un’aria di competizione, prova a chiederti “Qual è la mia versione preferita di me stessa?”

La tua versione preferita è quella che scegli consapevolmente, non perché devi migliorare qualcosa, ma perché ti riconosci, ti rispetti e vuoi esprimere ciò che ti fa stare bene.

Non è perfetta, non è definitiva, ma è tua.

È quella che ami oggi, e che può cambiare con te domani.

Questa visione non crea competizione, ma spazio. Spazio per scegliere, esplorare, cambiare idea. Spazio per costruire una relazione più amorevole con te stessa.

In questo modo, riacquisti il tuo potere al posto di delegarlo ad una visione superficiale che ti estranea da chi sei davvero.

Per iniziare questo processo di trasformazione, smettila di chiederti “cosa dovrei migliorare”, e inizia a chiederti “cosa mi piace tanto di me?”

Riesci a sentire anche tu la libertà che questa visione ti da?

In questa prospettiva, sei già la miglior versione che puoi essere, e al contempo puoi darti il tempo di farla evolvere con te, senza rendere questo processo una competizione.

Smetti di inseguire la perfezione. Inizia a scegliere, giorno dopo giorno, chi vuoi essere, e lascia che quella scelta cresca con te.


Medina Vita

Come ritrovare la Miglior Versione di Te in piccoli e sostenibili passi

https://www.meddyvita.com
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Perché è importante trovare i tuoi valori?